Attenzione: il tasso di malmostosità di questo post è fuori scala.
Odi?
Ascolta.
Piove,
o Ermione.
La mia asocialità è in perenne crescita, ma con la disperata fauna umana che continua a proliferare, non riesco proprio a percepirlo come uno svantaggio. Un giorno, quando sarò famoso, entrerò anch’io a far parte dell’Olimpo dei proverbi, insieme alle oche stupide, alle mezze stagioni scomparse e altre mille banalità da ascensore. Già non vedo l’ora, dall’alto della mia torre d’avorio insonorizzata a salutare con la manina altezzosa i temerari che verranno a farmi visita. I miei amici (che si contano sulle dita di una mano e qualche giorno di due, quando un numero incalcolabile ed indeterminabile di variabili si realizza nel corretto ordine) penso che ormai stiano abbandonando ogni tentativo di redenzione…
Tuttavia - e forse - esiste ancora una via di salvezza. Si chiama scala di interesse. A me pare un concetto ovvio, ma mio malgrado viene ignorato troppo spesso. Ne ho trovato una formulazione interessante in un libro di David Leavitt - Eguali amori. Vi basti sapere che April è la sorella maggiore di Danny e la ragazza di Joey.
“Fu Joey, e non April, a tirare in ballo la scala d’interesse. Diceva che Danny parlava troppo, ed era vero: Danny era portato a ripetere più volte le trame dei film che aveva visto, o dei libri che aveva letto a scuola, o dei servizi speciali del National Geographic sulle colonie di termiti.
Un giorno April lo fece sedere per discutere la faccenda. «Tutti gli adulti» gli disse, «considerano la scala di interesse prima di dire qualcosa. Pensano tra sé, a che punto della scala d’interesse si situa la cosa che sto per dire? È un uno? È un dieci? La regola è di non dire niente sotto l’otto.»
Danny prese molto sul serio la scala d’interesse. Pensò che fosse un elemento essenziale dell’età adulta il fatto che uno si dovesse misurare contro delle regole comuni. Tuttavia aveva delle perplessità: la gente timida o silenziosa era timida e silenziosa perché non aveva niente di valido da dire? Danny conosceva un sacco di adulti (e tra loro Joey) che, secondo lui, trascuravano di consultare la scala d’interesse, e ne conosceva altri che erano silenziosi, ma che secondo lui avrebbero avuto un sacco di cose da dire se solo avessero voluto.”
Sono commosso dall’ingenuità di April (tutti gli adulti chi?), ma soprattutto dalla perspicacia di Danny.
Ecco, fatevi/mi un favore e soppesate ciò che state per dire prima di dirlo (se non siete sicuri del punto in cui vi trovate sulla scala di interesse, ascoltate le reazioni del vostro interlocutore).
Visto che oggi sono di buon umore, voglio anche venirvi incontro, ammorbidiamo un po’ la regola: voi non dite niente sotto il sei e io comincerò a parlare anche sotto il dieci.
Lo studente preme alcuni tasti sulla calcolatrice.
Senza speranza...Teatro di questa iniziativa sarà la Piazza Maggiore di Bologna, ricoperta dalle nostre facce che verranno calpestate: emblema di quello che sta succedendo alla ricerca nel nostro Paese. Noi saremo lì con le nostre storie, le nostre passioni e difficoltà, per raccontare il nostro lavoro attraverso materiale divulgativo, banchetti, lezioni di strada e tutto quello che ci potrà venire in mente!
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